Su 'Die
Zeit' l’archivio dei nazisti: è boom di ricerche
di Paola
Cavaglià - Primaonline
Tra il 1925
ed il 1945 sono stati
registrati circa 10,2 milioni di iscitti alla “NSDAP-Mitgliederkartei” l’archivio ufficiale delle adesioni al
NSDAP (Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi), ossia il partito
nazista. Il settimanale Die Zeit, in collaborazione con archivi in
Germania e negli Stati Uniti, ha digitalizzato e indicizzato, anche grazie
all’impiego dell’intelligenza artificiale, le tessere numerate con nome,
cognome, data e luogo di nascita, professione, data di iscrizione al partito,
creando il più vasto database consultabile sugli aderenti al nazismo.
La portavoce
della rivista, Judith Busch, ha dichiarato che dalla sua pubblicazione
all’inizio di aprile, la risposta del pubblico è stata “travolgente” e che il
database è stato “consultato milioni di volte e condiviso migliaia di volte”.
“Ho già
trovato due parenti stretti, il che distrugge il mito che nessuno nella nostra
famiglia fosse coinvolto” ha scritto un utente sul sito di Die Zeit. “Cambiare prospettiva a 71 anni è uno shock
amaro.”
Christian
Rainer, austriaco, ex direttore della rivista Profil,
ha raccontato alla BBC di aver trovato il nome del nonno “in pochi secondi”.
“Ho sempre saputo che era vicino ai nazisti, ma mi ha sorpreso che ci abbia
messo solo cinque giorni” per unirsi a loro, in seguito all’annessione
dell’Austria alla Germania, ha detto. ““Era un accademico (…) avrebbe dovuto
sapere nel 1938 chi fossero i nazisti.” ha aggiunto.
Il giornalista
si è detto sollevato dal fatto che il motore di ricerca abbia
escluso il coinvolgimento di altri membri della sua famiglia, compreso il
padre, arruolato nella Wehrmacht nel 1941 e ferito più volte. Ha inoltre
sottolineato come questo strumento segni un cambiamento nelle indagini
storiche: da una dimensione pubblica — un tempo concentrata su “persone di alto
rango che in seguito divennero politici, giudici o medici” — a una “molto
personale”, in cui ciascuno ricerca il proprio passato familiare.
“A ottant’anni
dalla fine della guerra mondiale, si possono ancora scoprire verità che non si
conoscevano prima”, ha concluso.
Le schede di
iscrizione al partito nazista, conservate a Monaco nel quartier generale della
NSDAP, rischiarono, negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, di
essere distrutte, perché fu ordinata la loro eliminazione. I documenti vennero
però salvati da Hans Huber, direttore di una cartiera non lontana, che li
consegnò alle autorità americane.
Nel dopoguerra
furono custoditi negli archivi statunitensi e usati anche per identificare ex
membri del regime nel processo di denazificazione, prima di essere trasferiti
agli archivi federali tedeschi, dove potevano essere consultati solo tramite
richieste ufficiali, fino alla recente digitalizzazione e pubblicazione online.
In questo modo, il progetto contribuisce a colmare una carenza conoscitiva nella memoria familiare e collettiva,
segnata da una trasmissione limitata o incompleta delle responsabilità
individuali durante il periodo nazista.
Il mese scorso
anche l’Archivio
nazionale statunitense ha pubblicato online 6,6 milioni di schede personali
di membri del Nsdap o di altre associazioni
professionali legate al partito o del sistema giudiziario nazionalsocialista.
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(Paola
Cavaglià - Primaonline)