Nuovi guai per
l'erede di Agnelli, J. Elkann
è rinviato a giudizio
ROMA - La
Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di John
Elkann contro la cosiddetta «imputazione coatta». L’istituto - ricorda
Milano Finanza - era stato disposto da un giudice del tribunale di Torino
per l'imprenditore nel quadro degli accertamenti giudiziari sulla residenza in
Italia di Marella Agnelli.
La decisione
del giudice Antonio Borretta, arrivata a metà dicembre, si era discostata dalla
posizione dei pubblici ministeri piemontesi, che avevano chiesto invece
l'archiviazione completa sia per John Elkann che per Gianluca Ferrero,
commercialista di famiglia.
L'accusa
principale ruota attorno alla residenza svizzera di Marella Caracciolo tra il
2010 e il 2019. Secondo la Procura di Torino questa era fittizia: Marella
avrebbe risieduto in Italia per la maggior parte dell'anno, nonostante la
residenza formale in Svizzera. In questo modo il pagamento delle tasse di
successione non sarebbe dovuto in Italia e la figlia Margherita Agnelli sarebbe
stata esclusa dall’eredità.
Le ipotesi di
reato iniziali includevano la dichiarazione infedele e la truffa aggravata ai
danni dello Stato. [...]
John Elkann
aveva raggiunto un accordo con la Procura per la «messa in prova», che
prevedeva il versamento di 183 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate per
redditi non dichiarati. Tuttavia, la contestazione di «frode fiscale»
(dichiarazione infedele) è un reato che prevede pene incompatibili con la messa
alla prova, e perciò si è aperta la strada della richiesta di rinvio a giudizio
***
(Credits: Milano
Finanza)