TRIBUNA
DEL
VECCHIO PROMETTE VIAGGI, 14ESIME E RICCHI PREMI
di
Alberto Ferricolo
BOLOGNA
- Accoglienza dapprima fredda, ma poi un lungo e caloroso applauso finale,
al termine d’un intervento durato 6 minuti in tutto. Introdotto brevemente da
Agnese Pini, superdirettora del nuovo Quotidiano Nazionale e pure di Carlino,
Nazione e Giorno (“Buongiorno a tutti, benvenuti… grazie…”), Leonardo Maria Del
Vecchio, nuovo proprietario all’80% dell’antico Gruppo Monrif di Andrea
Riffeser, Presidente degli editori riuniti nella Fieg, si è presentato
alle redazioni del suo nuovo Gruppo editoriale.
Per
l’occasione sono confluiti a Bologna 300 redattori anche da Milano e Firenze.
Clima delle grandi occasioni, in pratica una festa. La diffidenza inziale s’è
sciolta in un caloroso consenso soprattutto perché nei 6 minuti Del
Vecchio ha potuto espletare tutta la sua filosofia imprenditoriale che si può
riassumere così: “Ai giornalisti del Gruppo verrà applicato lo stesso welfare
che c’è nel gruppo Luxottica”. E ciò significa che tutti i dipendenti del Gruppo
editoriale verranno uniformati al “sistema Luxottica”
Anche
i giornalisti devono “essere trattati bene, per vedere il mondo bisogna
viaggiare in business, dunque anche voi viaggerete in business”, da detto
Leonardo Maria. Certo, non le redazioni locali. Ma in ogni caso per
quest’ultime c’è l’eterna questione dei rimborsi chilometrici molto modesti. In
sintesi: “Dovete viaggiare in maniera più comoda e più consona al vostro
lavoro”. Ma Del Vecchio non è entrato nei dettagli. Macchine aziendali?
“E ci
sarà anche la quattordicesima, già operativa da quest’anno”, ha garantito Del
Vecchio, e che i giornalisti ex MonRif non hanno mai avuta. Ma non è tutto: con
il Cdr c’era l’impegno, in base alla vendita del numero di copie, di un premio
di 600 mila euro da suddividere per tutti i giornalisti del Gruppo. Bene,
Leonardo Maria Del Vecchio ha rilanciato annunciando di voler portare il budget
del premio-copie a 800 mila euro.
Il
passaggio tuttavia non è però chiaro, perché i giornalisti non hanno ben capito
se in questa “quattordicesima” sono compresi anche i soldi del “premio” oppure
si tratta di “soldi in busta” autonomi dal premio medesimo. Del Vecchio, si sa,
è istintivo. E talvolta getta il cuore oltre l’ostacolo. In realtà le richieste
dei giornalisti erano in origine molto più articolate e complesse andando a
toccare più voci. Ma se ne parlerà dal 13 ottobre negli incontri con il
Comitato di redazione.
Nei 6
minuti di intervento Leonardo Maria Del Vecchio ha anche ammesso di non aver
mai fatto l’editore, ma però di aver imparato a fare l’imprenditore e “quel che
ho imparato l’ho appreso da mio padre e l’un per cento che ho potuto apprendere
da lui mi ha fatto capire come stanno le cose”nel mondo degli affari. Padre che
però, come detto ai microfoni di Pulp Podcast di Fedez, “ci ha dato tutto, non
l’amore”.
Tuttavia
ha chiarito di non voler fare l’editore “per poter entrare in politica. La mia
è una visione patriottica, romantica dell’Italia e voglio dare uno strumento
per dare valore e lustro al mio Paese. Ho delle idee e dei mezzi per portare
avanti questi obiettivi”, questi i termini del suo ragionamento.
Al
nuovo giornale, QN, non ha fatto alcun riferimento. Ha solo detto d’avere uno
sguardo molto “legato al mondo digitale” e il 5 novembre quando QN arriverà
nelle edicole nazionali uscirà anche l’App del quotidiano. Anche perché agli
aspetti propriamente tecnici verrà dedicato un momento di formazione ad hoc,
della durata di un giorno, a partire da martedì 13 ottobre, spalmato su tre
giorni, in cui le redazioni di Carlino, Nazione e Giorno verranno addestrate al
nuovo sistema editoriale e al suo software unico per tutte e quattro le
testate, Quotidiano Nazionale incluso, in un’aula didattica ad hoc.
Unica
chicca: per il nuovo giornale sarà’ usata una carta migliore rispetto al
passato e prendendone in mano una copia si avvertirà che è un giornale corposo.
Un giornale spesso, che darà una sensazione fisica molto diversa dal consueto.
Non l’ha detto esplicitamente, ma sarebbe sulla falsariga de Il Foglio.
Del
Vecchio ha anche chiarito agli astanti di non voler fare con QN operazioni “per
avere i fondi dallo Stato o aiuti” ma “voglio fare l’imprenditore con uno
spirito come quello che ho avuto durante il periodo del Covid quando ho
acquistato il ristorante che avevo vicino a casa e sono partito con un’impresa
che si è allargata via via ed è diventato veramente un impero”.
ristorante
e Twiga
Il
ristorante in questione è Vesta di Milano, dedicato alla cucina di mare,
situato in Brera e realizzato tramite la holding Triple Sea Food. Poi ha
comprato anche il Twiga di Porto Cervo da Flavio Briatore .
Un
“discorso di vero entusiasmo” è stato definito dai presenti, coronato infine da
un applauso corale per quella che è stata in realtà una “photo opportunity” con
tantissima gente riunita dentro la redazione del QN di Bologna. Una festa, dove
i redattori si sono incontrati e rincontrati non vedendosi da molto tempo a tu
per tu. Con abbracci e pacche sulle spalle. “Sembrava l’ultimo dell’anno”, una
festa di famiglia. E poi la speranza del “nuovo welfare” ha riscaldato gli
animi dopo i sacrifici degli ultimi tristi tempi dell’era Monrif.
Aperto
da Agnese Pini, l’incontro è stato concluso dall’ex direttore di Repubblica
Mario Orfeo ingaggiato da Leonardo Maria Del Vecchio in qualità di Direttore
editoriale del nuovo Gruppo, il quale ha detto: “Sono venuto qua
fondamentalmente per due ordini di ragioni: portare le mie personali esperienze
maturate in vari settori a cominciare dalla televisione, e poi, per il coraggio
di investire perché ho visto in maniera chiara che qui si fanno investimenti
senza precedenti”. Nel senso che tutto quello che viene messo a punto adesso è
difficilmente ripetibile da qualcun altro perché sarebbe complicato avere le
stesse condizioni. E, sul piano personale, “l’orgoglio di essere alla testa di
un’operazione totalmente nuova” e poter mettere così la sua firma.
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(Alberto
Ferricolo - Professione Reporter)