TRIBUNA

 

GIORNALISTI, L'INPS BLOCCA I PREPENSIONAMENTI 

 

ROMA - Prepensionamenti dei giornalisti bloccati. Quelli richiesti da Editoriale Nazionale (Quotidiano Nazionale, Resto del Carlino, Nazione, Giorno) e quelli successivi. Dovranno aspettare per fare a meno, a spese dello Stato, dei giornalisti ultrasessantenni.

 

A bloccare le procedure - riferisce Orofessione Reporter -.  è l’Inps a cui lo Stato versa il contributo che permette di mandare in pensione anzitempo, in base alle leggi che i governi di ogni colore hanno approvato a partire dal 2009 fino a oggi. La strategia di fondo a cui gli editori italiano hanno fatto ricorso in 17 anni per far funzionare le loro aziende. Circa duemila sono i giornalisti che da allora hanno anticipato la pensione.

 

L’Inps -subentrato dal luglio 2022 all’Inpgi- vuole adesso verificare che i fondi stanziati siano sufficienti e sospetta che non lo siano. Ci sono 56 prepensionamenti (fra gli altri Gazzettino e Nem, i quotidiani del Nord Est) che dovrebbero andare in porto, poiché sono stati approvati dal ministero del Lavoro, poi probabilmente occorrerà un rifinanziamento. Ci sarà quindi un ritardo nell’erogazione degli assegni ai giornalisti. Mentre intanto altre aziende si preparano a presentare nuove richieste di prepensionamento, fra le quali Gazzetta di Mantova, Gazzetta del Sud e La Stampa, appena acquisita dalla Sae di Alberto Leonardis. Viene presentato un nuovo piano ogni settimana.

 

Mercoledì 17 giugno il ministero del Lavoro ha informato il sindacato Fnsi di aver ricevuto dall’Inps una comunicazione in cui si dice che è in corso un monitoraggio sull’ammontare delle risorse stanziate dal governo per i prepensionamenti dei giornalisti. Che al momento risulterebbero “complete”.

 

Per queste ragioni il ministero del Lavoro ha sospeso le convocazioni per l’approvazione dei piani di crisi aventi ad oggetto i prepensionamenti stessi. La comunicazione alla Fnsi, ai sindacati regionali e ai Comitati di redazione è avvenuta nel corso dell’esame congiunto relativo alla richiesta di prepensionamenti avanzata dalla società Editoriale Nazionale.

 

La Fnsi ha chiesto informazioni più precise al riguardo, anche perché -sempre a causa del monitoraggio delle risorse- risulta bloccata da gennaio 2026 l’erogazione delle pensioni anticipate relative agli stati di crisi firmati e già autorizzati dal ministero del Lavoro nel corso del 2026.

 

La Fnsi ha invitato i Comitati di redazione a valutare con cautela la discussione di eventuali nuovi piani di crisi, “considerata l’incertezza dei fondi oggi disponibili e fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sull’entità delle risorse”.

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