TRIBUNA
"REPUBBLICA" - TUTTI GLI INCONTRI SEGRETI DI
KYRIAKOU A ROMA E MILANO
ROMA - Il greco Kyriakou, nuovo editore di Repubblica, ha
avuto tra Roma e Milano una intensa serie di incontri con personaggi di primo
piano ed editori di giornali. Dagospia ne rivela i
particolari.
DAGOREPORT
Per la verità, su “La Verità”, Alessandro Sallusti ne poteva
scrivere almeno una dozzina di “incontri e intrighi” italiani del neo editore de “La Repubblica” Theo Kyriakou. Ieri l’ex
direttore de “Il Giornale”, fresco reduce dalla batosta del referendum sulla
giustizia cui ha prestato voce e volto, ha svelato un appuntamento che “avrebbe
dovuto rimanere riservato avvenuto nei giorni scorsi a Roma tra Renzi e
Kyriakou per discutere del futuro del giornale e del suo posizionamento”.
Intanto, la colazione in casa dell’ex petroliere Ugo
Brachetti Peretti, avvenuta lo scorso 31 marzo, è stata solo una tappa del
Grand Tour del magnate greco, apparecchiati dal suo staff capitanato dal nuovo
Ceo dell’acquisito Gruppo Gedi, Mirja Cartia d’Asero, all’arduo scopo di farlo
‘’ambientare’’ nel paese dei Machiavelli e degli ‘’Arlecchini, servi di due
padroni”.
Infatti, prima della colazione romana del 31 marzo, il
brioso Kyriakou, ben diverso dallo stile algido e snob di John Elkann, ha
incontrato decine e decine di esponenti del potere italico, sciorinando la
storia della sua famiglia di armatori, le sue attività dislocate in 27 paesi,
la guerra del Golfo e il caos internazionale in corso.
In separata sede, ha poi confermato la sua intenzione di
investire sul gruppo, a partire dal polo radiofonico dalle uova d’oro, di
confermare il multi-tasking Mario Orfeo alla
direzione di “Repubblica”, di escludere “cambiamenti di linea editoriale” e
ristrutturazioni drastiche, cioè licenziamenti, del voluminoso organico di
giornalisti (250) che fanno capo a Largo Fochetti.
Per cronaca, e conoscenza di Sallusti, alcuni nomi di spicco
a cui ha stretto la mano Kyriakou nei giorni scorsi: gli editori Urbano Cairo,
Pier Silvio Berlusconi, Francesco Caltagirone, Antonio e Giampaolo Angelucci,
compreso il vispo Leonardino Del Vecchio.
Nel suo giro relazionale, il cinquantenne greco è stato
rafforzato dalla presenza di Matteo Renzi, con cui condivide un’ottima intesa
cementata sotto il segno di Tony Blair: se l’ex premier britannico ricopre il
ruolo di Senior Advisor di Antenna Group, società che gestisce le
partecipazioni mediatiche dell’armatore greco, l’ex premier di Rignano
sull’Arno è a sua volta Senior Advisor della ‘’Tony Blair Institute’’.
La tappa capitolina del Grand Tour del greco antennato, a
cui hanno partecipato Renzi e l'avvocatessa Cartia d’Asero, che dal 2022 al
2025 è stata CEO e General Manager de “Il Sole 24 Ore” (rapporto che è ancora
in mano agli avvocati), è stata attovagliata nella magione con vista su Villa
Borghese di Ugo Brachetti Peretti che avrebbe avuti contatti con Kiriakou per
la vendita per 3 miliardi di Api a Socar, colosso petrolifero dell’Azerbaijan.
Alla colazione (in piedi) era presente, oltre allo staff
ellenico, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, i discepoli renziani Salvo
Nastasi, presidente della Siae, ed Ernesto Carbone, attuale membro laico del
Consiglio superiore della magistratura, i cari amici di Brachetti, Moroello Diaz Della Vittoria, ad della holding Pallavini, e
la registra e produttrice Maite Bulgari.
Quello che colpisce che in tutti questi incontri e
abboccamenti greco-italici, il nostro Theo non abbia ancora avuto un faccia a
faccia con la prima inquilina di Palazzo Chigi, tale Meloni Giorgia. I due si
sono però sentiti telefonicamente, dicono, per un breve saluto…
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