TRIBUNA
RADIO CAPITAL,
ARRIVANO I TAGLI
ROMA - Dopo
la nomina a direttore
ad Interim di Stefano Cappellini alla guida di Repubblica, sempre nel gruppo Antenna neo proprietario di Gedi,
ieri la redazione di Radio Capital (che insieme a Deejay e m2o forma l’asset
radiofonico italiano del gruppo) ha espresso in una nota “sconcerto per le
decisioni comunicate dall’azienda, che prevedono una significativa riduzione
dei giornali radio. Una scelta che crea veri e propri vuoti informativi nelle
fasce strategiche della giornata, sia al mattino sia al pomeriggio. A
realizzare i giornali radio resteranno soltanto tre giornalisti assunti e un
collaboratore di lungo corso, mentre agli altri colleghi non sarà più
consentito svolgere questa attività”.
“Questo –
prosegue la nota – dopo il mancato rinnovo del contratto di collaborazione a un
collega e il ridimensionamento del ruolo di altri due giornalisti, che saranno
impegnati solo in attività di supporto ai programmi. Una decisione che
impoverisce il loro percorso professionale e il patrimonio di competenze
costruito negli anni in redazione.
È un ennesimo
indebolimento del presidio giornalistico di Radio Capital. Un’altra scelta
presa senza alcun confronto. che ci penalizza, ci rende meno competitivi e che
nel passato non ha certo portato a grandi risultati di ascolto, per la
decisione di disperdere risorse economiche altrove.
Un’impostazione
che arriva dopo il passaggio della radio al nuovo gruppo editoriale. In
occasione dell’acquisizione erano state fornite rassicurazioni sulla volontà di
preservare i livelli occupazionali e di valorizzare le identità e le
peculiarità delle emittenti acquisite, prospettando un percorso di investimento
e rilancio. Le scelte annunciate in questi giorni smentiscono quegli impegni e
rappresentano motivo di delusione per tutta la redazione.
Questa
direzione indebolisce il profilo editoriale e competitivo dell’emittente,
colpendo uno degli elementi che hanno sempre caratterizzato l’identità di Radio
Capital: il legame tra musica e informazione di qualità.
Per questo la
redazione intende intraprendere, nelle prossime settimane, forme di
mobilitazione per tutelare il futuro di una realtà che ha rappresentato per
anni un punto di riferimento nel panorama radiofonico italiano”
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(Credits: PrimaOnline)