TRIBUNA
PERCHÈ KYRIAKOU RINUNCERÀ A "REPUBBLICA"
ROMA - Appare sempre più evidente che il greco Kyriakou si è
già pentito di aver detto a Elkann di essere disposto ad acquistare Repubblica.
Fonti ateniesi ritengono molto probabile una sua rinuncia. Cosa normalissima
nel mondo internazionale degli affari. Inoltre
Kyriakou è abituato a trattare ccin gli emiri arabi -
e qualcuno è anche suo partner - i quali si muovono con molta disinvoltura. Di
sicuro non in stile "british". Mentre
Elkann è certamente "anglosassone" nella sua "american way of
life".
Due - secondo le stesse finti ateniesi - i motivi che
spingerebbero Kyriakou a una rinuncia. Il primo è l'eccessivo numero di
redattori (300) e il loro alto costo, nonchè gli
ostacoli che rendrebbero molto difficile e impopolare
il loro dimezzamento (150)
. Il secondo riguarda la linea politica del giornale, sostanzialmente
di sinistra e critico nei confronti del governo Meloni. Mentre Kyriakou è
essenzialmente di destra, come lo è il suo partner al 30% arabo:
John Elkann si è forse già reso conto che l'affare potrebbe
naufragare e quindi preferisce tacere. Tme comunque che dovrà continuare a finanziare il quotidiano
fondato da Scalfari e a scontrarsi con la redazione, mentre le copie vendute in
edicola continuano a calare. Non basta un Orfeo - anche se di destra, di
sinistra e di centro con un nonno monarchico - a risalire la china.
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